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Capire la propagazione per comunicare davvero

La lezione ARI-RE Lombardia con l’INGV

La terza lezione del percorso formativo ARI-RE Lombardia ODV 2026 ha segnato un passaggio fondamentale: entrare finalmente nel cuore di ciò che rende possibile ogni nostro collegamento radio, la propagazione ionosferica. Una serata molto partecipata, che ha visto collegati numerosi volontari ARI RE, attenti e coinvolti per due ore (oltre 90 utenti) a conferma di quanto la formazione tecnica sia oggi percepita come elemento indispensabile per la crescita operativa del gruppo.

Questo articolo non rappresenta la lezione completa, che si è svolta nell’arco di oltre due ore, ma vuole essere semplicemente una breve cronaca della serata e dei temi affrontati insieme al Prof. Enrico Zuccheretti dell’INGV. Non si tratta quindi di un approfondimento tecnico esaustivo, ma di una sintesi divulgativa pensata per condividere con tutti i soci l’importanza dell’incontro e i principali spunti emersi, nell’ambito del nostro percorso di formazione ARI-RE Lombardia. Ricordiamo inoltre che i nostri volontari ARI-RE possono consultare la registrazione integrale della lezione e i materiali completi all’interno del proprio libretto di formazione personale, disponibile sulla piattaforma condivisa.

Ospite e relatore della serata è stato il Prof. Enrico Zuccheretti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con il quale ARI-RE Lombardia collabora da tempo, in particolare nell’utilizzo delle tavole di previsione ionosferica impiegate anche nelle attività della rete Zamberletti.

La ionosfera: da teoria a strumento operativo

Uno dei messaggi più forti emersi dalla serata è stato semplice ma fondamentale:
la ionosfera non è solo oggetto di studio, ma anche uno strumento di comunicazione.

Comprenderne il funzionamento significa capire:

  • perché una frequenza funziona e un’altra no
  • perché di giorno e di notte cambiano completamente le condizioni
  • perché a volte il collegamento “c’è” e pochi minuti dopo scompare

La ionosfera, infatti, è un sistema dinamico, influenzato da fattori come:

  • irraggiamento solare
  • ora del giorno
  • stagione
  • attività solare

e proprio da queste variazioni nasce la necessità di prevedere e interpretare la propagazione, non subirla.

MUF, LUF e distanza di skip: concetti che fanno la differenza

La lezione ha introdotto in modo chiaro alcuni parametri chiave:

  • MUF (Maximum Usable Frequency)
  • LUF (Lowest Usable Frequency)
  • distanza di skip

Un concetto particolarmente importante, spesso sottovalutato, è che:

la MUF non dipende dalla potenza trasmessa, ma esclusivamente dalla ionosfera.

Questo significa che non è aumentando la potenza che si risolve un collegamento, ma scegliendo correttamente la frequenza e comprendendo le condizioni del mezzo trasmissivo.

Allo stesso modo, la distanza di skip spiega perché alcune zone risultano “scoperte” a determinate frequenze, mentre altre sono perfettamente raggiungibili.

Le tavole ionosferiche: uno strumento concreto

Grande interesse ha suscitato la spiegazione delle tavole di previsione ionosferica, sviluppate dall’INGV grazie a decenni di osservazioni e misurazioni.

Queste tavole permettono di:

  • scegliere le frequenze più efficaci
  • individuare le finestre temporali migliori
  • aumentare la probabilità di successo di un collegamento

Uno strumento già utilizzato anche da ARI-RE Lombardia nelle prove in C.R.M.O. della rete Zamberletti, e ultimanente durante l’evento olimpionico Milano Cortina 2026, dove si è dimostrato estremamente preciso e affidabile anche in contesti operativi reali.

NVIS: la risposta operativa nelle emergenze

Un passaggio particolarmente rilevante per il nostro ambito è stato l’approfondimento della tecnica NVIS (Near Vertical Incidence Skywave).

Questa modalità consente comunicazioni su distanze fino a 300–500 km, coprendo aree regionali anche in presenza di:

  • territorio montano
  • infrastrutture danneggiate
  • assenza di rete internet o ripetitori

L’NVIS rappresenta quindi una soluzione concreta e già sperimentata, anche nelle attività ARI-RE, per garantire comunicazioni affidabili in scenari di emergenza.

Formazione: il vero valore aggiunto

Questa lezione ha confermato ancora una volta un concetto fondamentale:

la radio non si improvvisa.

Essere radioamatori oggi, soprattutto in ambito di Protezione Civile, significa:

  • conoscere i fenomeni fisici alla base delle comunicazioni
  • saper interpretare i dati
  • adattarsi alle condizioni reali

Il percorso formativo ARI-RE Lombardia nasce proprio con questo obiettivo:
trasformare la passione in competenza operativa.

Un sentito ringraziamento al Prof. Enrico Zuccheretti per la disponibilità, la competenza e la capacità di rendere accessibili temi complessi, collegando in modo concreto il mondo scientifico con quello operativo.

Un grazie a tutti i volontari ARI-RE che hanno partecipato con grande attenzione e interesse, contribuendo a rendere la serata viva, partecipata e di alto livello.

È da momenti come questo che nasce la vera preparazione operativa.

Prossimi passi

Dopo i numerosi impegni che ci attendono nei prossimi giorni, il percorso formativo entrerà sempre più nella sua fase operativa. Passeremo infatti alle prime prove pratiche, a partire da un rendez-vous radio in VHF e UHF, in collegamento diretto su tutte le nostre zone operative della Lombardia. Sarà anche il primo momento utile per la compilazione dei log personali dei collegamenti, strumento fondamentale per consolidare le capacità operative di ciascun volontario, in particolare per i circa 30 nuovi operatori OM entrati a far parte di ARI-RE Lombardia nell’ultimo anno.

Dalla teoria alla pratica: è sul campo che si costruisce la vera preparazione

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