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500ª Prova della Rete Zamberletti: a Varese la storia delle comunicazioni d’emergenza incontra il futuro della resilienza nazionale

Dalla tragedia dell’Irpinia alle moderne reti HF di backup: istituzioni, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Marina Militare e radioamatori uniti nella storica cerimonia ospitata dalla Prefettura di Varese.

Villa Recalcati, sede della Prefettura e della Provincia di Varese, ha ospitato il 26 maggio 2026 una giornata destinata a rimanere nella storia delle radiocomunicazioni d’emergenza italiane.

La 500ª Prova di Sintonia della Rete Zamberletti non è stata soltanto una celebrazione simbolica, ma la conferma concreta di quanto una rete radio alternativa, autonoma e resiliente continui ancora oggi ad avere un ruolo strategico nel sistema nazionale di Protezione Civile.

A oltre quarant’anni dalla nascita delle prime prove HF volute negli anni successivi al terremoto dell’Irpinia, la rete continua infatti a collegare Prefetture, Dipartimento della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, strutture operative e radioamatori specializzati in comunicazioni d’emergenza

Gli interventi delle autorità

L’apertura del convegno è stata affidata al Vice Prefetto Vicario Michele Giacomino, che ha portato il saluto della Prefettura di Varese in un momento particolarmente delicato per il Prefetto, impossibilitato a partecipare a causa di un grave lutto familiare avvenuto nelle ore precedenti la manifestazione.

Il Vicario ha sottolineato l’importanza storica della giornata e il valore della collaborazione costruita negli anni tra Prefetture, Dipartimento della Protezione Civile, ARI e tutte le componenti operative che partecipano alla rete (oltre 600 operatori). Nel suo intervento è emersa chiaramente la consapevolezza che la Rete Zamberletti rappresenti ancora oggi una struttura concreta e operativa, capace di garantire continuità delle comunicazioni anche in scenari complessi.

Messaggio del Governo da parte del Ministro Giorgetti

Molto significativo il collegamento da Palazzo Chigi del Ministro Giancarlo Giorgetti, che ha voluto essere presente, seppur a distanza, in una giornata che ha assunto un forte valore nazionale.

Il Ministro ha richiamato il concetto di sicurezza del Paese legato non soltanto alla gestione ordinaria, ma soprattutto alla capacità di reagire quando le procedure convenzionali vengono messe in crisi da eventi eccezionali, blackout tecnologici o emergenze improvvise.

Le sue parole hanno dato ulteriore forza al concetto che le radiocomunicazioni alternative costituiscono una risorsa essenziale proprio nei momenti in cui i sistemi più moderni possono andare in difficoltà. Un concetto che, alla luce degli scenari internazionali e della crescente dipendenza dalle reti digitali, assume oggi un significato ancora più attuale.

Il tema della continuità delle comunicazioni in situazioni critiche è stato più volte richiamato nel corso della mattinata, evidenziando come gli eventi internazionali degli ultimi anni abbiano riportato al centro il problema della vulnerabilità delle reti digitali e delle infrastrutture IP.

Giannino Romeo I2RGV: la memoria storica della rete

Tra gli interventi più emozionanti quello di Giannino Romeo I2RGV, coordinatore nazionale della Rete Zamberletti e figura storica delle comunicazioni d’emergenza italiane. Romeo ha ripercorso la nascita della rete nei primi anni Ottanta, ricordando come il terremoto dell’Irpinia avesse evidenziato in modo drammatico la fragilità delle comunicazioni tradizionali in caso di grandi calamità.

Da quell’esperienza nacque l’idea di creare una maglia HF nazionale indipendente dalle reti commerciali, capace di collegare Prefetture, strutture operative e istituzioni dello Stato attraverso sistemi radio autonomi.

Nel suo intervento è emersa tutta la passione di chi ha dedicato oltre quarant’anni della propria vita a costruire e mantenere viva questa rete, fino ad arrivare oggi al traguardo delle 500 prove mensili consecutive. Un risultato straordinario, ottenuto grazie all’impegno costante di centinaia di radioamatori volontari distribuiti in tutta Italia.

Il Presidente Attilio Fontana: “Una garanzia assoluta”

Particolarmente importante anche l’intervento del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha riconosciuto pubblicamente il valore operativo della Rete Zamberletti e delle comunicazioni HF.

Fontana ha sottolineato come l’evoluzione tecnologica degli ultimi decenni non abbia cancellato la necessità di mantenere sistemi alternativi di comunicazione indipendenti dalle infrastrutture digitali e commerciali.

Nel passaggio più significativo del suo intervento ha definito la rete “una garanzia assoluta”, evidenziando come la resilienza delle comunicazioni rappresenti oggi una componente fondamentale della sicurezza del Paese.

Parole molto forti, che hanno riconosciuto non soltanto il valore storico della rete, ma anche la sua piena attualità operativa. Il Presidente ha inoltre voluto ringraziare i tanti volontari che da anni mantengono viva questa infrastruttura radio alternativa, ricordando il legame storico tra Giuseppe Zamberletti, Giannino Romeo e il territorio varesino.

Il Presidente della Provincia Marco Magrini

Molto concreto e orientato al futuro l’intervento del Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, che ha posto l’accento sull’importanza strategica delle comunicazioni nella gestione delle emergenze.

Magrini ha spiegato come, nel corso della propria esperienza nel settore della Protezione Civile, abbia maturato la consapevolezza che la continuità delle comunicazioni rappresenti uno degli elementi fondamentali per la gestione di qualsiasi scenario critico.

Ha inoltre annunciato nuovi investimenti e nuovi sistemi informativi per la gestione operativa della Protezione Civile provinciale, sottolineando però che, accanto alle tecnologie più moderne, dovrà sempre esistere uno spazio per la rete radioamatoriale e per le comunicazioni alternative.

Un passaggio molto apprezzato dal pubblico presente, perché ha ribadito il concetto di integrazione tra sistemi digitali moderni e reti radio autonome di emergenza.

L’intervento dei Vigili del Fuoco: HF sempre più centrali

Di altissimo livello tecnico e operativo gli interventi del Comandante dei Vigili dei VV.F di Varese Ing. Ciro Bolognese, Ing. Marcella Battaglia Dirigente Vicaria della Direzione Regionale dei VV.F della Lombardia VV.F della Lombardia e del Comandante Nazionale TLC Difesa Civile e VV.F. e Roberto Rossi Responsabile del Centro Telecomunicazioni Nazionale di Roma.

Entrambi hanno evidenziato come il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco stia progressivamente rafforzando le proprie capacità operative nel settore HF, integrando sempre di più le comunicazioni alternative nei sistemi di risposta alle emergenze.

È emerso chiaramente come le HF non vengano più considerate una tecnologia residuale, ma una componente strategica dei sistemi di telecomunicazione di emergenza, soprattutto nei contesti in cui le reti IP, internet o i sistemi digitali possono diventare vulnerabili.

Molto apprezzato anche il riferimento alle attività svolte durante le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, dove le comunicazioni HF hanno già dimostrato concretamente il proprio valore operativo. Rossi ha sottilineato che dal 2024 è iniziata una collaborazione con ARI e sono entrati a pieno titolo nelle prove mensili della Rete Zamberletti.

Ing. Roberto Rossi Responsabile del Centro Telecomunicazioni Nazionale di RomaTLC dei VV.F

Il Dipartimento della Protezione Civile: il ruolo storico dei radioamatori

Molto importante l’intervento di Michele Casinghini della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile.

Nel suo intervento ha ricordato come il ruolo dei radioamatori nelle emergenze sia storicamente determinante e come la collaborazione tra il Dipartimento, ARI e la Rete Zamberletti abbia rappresentato per decenni un elemento fondamentale del sistema nazionale di Protezione Civile.

Casinghini ha sottolineato che il contributo dei radioamatori non appartiene soltanto alla storia delle emergenze italiane, ma continua ancora oggi ad essere una componente reale e operativa del sistema di resilienza nazionale.

Un passaggio molto significativo perché proveniente direttamente dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale.

D.P.C. Mauro Casinghini

Il 7° Reggimento Alpini e le comunicazioni nelle vallate isolate

Molto significativo anche l’intervento del Capitano Renzo Rossati del Corpo degli Alpini, intervenuto in rappresentanza del 7° Reggimento Alpini, che ha evidenziato il ruolo sempre più importante delle comunicazioni HF negli ambienti montani e nelle aree alpine isolate.

Rossati ha spiegato come proprio le unità alpine si trovino spesso ad operare in territori complessi, caratterizzati da vallate profonde, condizioni meteorologiche estreme e frequenti difficoltà infrastrutturali, dove le normali reti di telecomunicazione possono rapidamente diventare inutilizzabili o irraggiungibili.

In questi scenari le comunicazioni HF rappresentano ancora oggi una delle poche soluzioni realmente autonome e affidabili per mantenere collegamenti a lunga distanza senza dipendere da reti internet, backbone IP o infrastrutture terrestri.

Il capitano Rossato del 7° reggimento Alpini

Per questo motivo anche il 7° Reggimento Alpini partecipa regolarmente alle Prove di Sintonia della Rete Zamberletti, contribuendo ogni mese alla maglia nazionale HF insieme a Prefetture, Vigili del Fuoco, Dipartimento della Protezione Civile, Marina Militare e radioamatori specializzati nelle comunicazioni di emergenza.

Nel suo intervento Rossati ha sottolineato come la collaborazione tra Forze Armate e rete radioamatoriale rappresenti oggi un importante esempio di integrazione operativa finalizzata a garantire resilienza delle comunicazioni nei contesti più difficili e isolati del territorio nazionale.

La presenza degli Alpini all’interno della rete assume inoltre un forte valore simbolico, legato alla tradizione storica del Corpo nelle operazioni di soccorso in montagna e negli scenari emergenziali più complessi, dove rapidità di intervento e continuità delle comunicazioni possono diventare elementi determinanti.

Anche questo intervento ha confermato come la Rete Zamberletti non rappresenti soltanto una struttura storica, ma una rete operativa moderna che continua ad evolversi coinvolgendo progressivamente nuove componenti istituzionali e operative dello Stato.

La Marina Militare entra nella Rete Zamberletti

Particolarmente interessante anche l’intervento dell’Ammiraglio Antonio Ranieri, che ha evidenziato un aspetto di grande importanza operativa e strategica: da alcuni anni anche la Marina Militare è entrata a far parte della Rete Zamberletti partecipando regolarmente alle prove mensili di sintonia HF.

L’Ammiraglio ha spiegato come le comunicazioni in onde corte abbiano dimostrato ancora oggi, soprattutto in ambiente marittimo, un livello di affidabilità e sicurezza estremamente elevato, specialmente negli scenari dove le infrastrutture tradizionali possono risultare assenti, degradate o non disponibili.

Ammiraglio Antonio Ranieri

Nel corso del suo intervento è stato sottolineato come il mare rappresenti uno degli ambienti più complessi dal punto di vista delle telecomunicazioni e come proprio in questi contesti le HF continuino a garantire collegamenti autonomi a lunga distanza indipendenti da internet e dalle reti terrestri.

Per questo motivo la Marina Militare ha progressivamente rafforzato la propria partecipazione alla rete nazionale HF, prevedendo la presenza a rotazione di unità navali della Marina alle Prove di Sintonia mensili della Rete Zamberletti.

La partecipazione della nave della Marina Militare identificata dal nominativo IABG alla storica 500ª Prova di Varese ha rappresentato un momento altamente simbolico e operativo allo stesso tempo, dimostrando concretamente la piena integrazione tra strutture civili, Protezione Civile, Prefetture, Vigili del Fuoco e Forze Armate all’interno della rete radio nazionale di emergenza.

L’INGV: quarant’anni di collaborazione con ARI

Molto seguito anche l’intervento del Direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Vincenzo Romano, che ha ricordato la lunga e storica collaborazione tra INGV e ARI nel settore della radiopropagazione ionosferica e delle comunicazioni radio.

Romano ha evidenziato come, da oltre quarant’anni, la collaborazione con i radioamatori abbia rappresentato un importante supporto scientifico e operativo, consentendo di approfondire lo studio della propagazione ionosferica e dei fenomeni che influenzano le comunicazioni HF.

Di particolare interesse l’intervento del Dott. Michael Pezzopane dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), tra i principali esperti italiani nel settore della fisica della ionosfera e della radiopropagazione HF, che ha illustrato le moderne tavole ionosferiche e i sistemi di previsione della propagazione radio utilizzati per comprendere e prevedere il comportamento delle comunicazioni in onde corte l’INGV ha mostrato il lavoro svolto quotidianamente nel monitoraggio geofisico e ionosferico, sottolineando quanto le onde corte continuino ancora oggi ad avere un ruolo fondamentale nelle comunicazioni di emergenza.

Molto significativo anche il clima di sincera collaborazione e stima reciproca emerso tra il mondo scientifico dell’INGV e quello radioamatoriale.

Gli Alpini e gli ospedali da campo

Molto toccante anche l’intervento di Remo Facchinetti, responsabile sanità Alpini, che ha ricordato il ruolo degli ospedali da campo nelle grandi emergenze nazionali e internazionali.

Remo Facchinetti Direttore Generale Sanità Alpina Ospedale da Campo dell’ANA

Particolarmente emozionante il ricordo dell’ospedale costruito ad Orio al Serio durante il periodo Covid, realizzato in appena sette giorni grazie all’impegno degli Alpini e delle strutture operative coinvolte.

Facchinetti ha ricordato inoltre le missioni internazionali svolte nel corso degli anni, tra cui il terremoto in Armenia, evidenziando come in tutti questi scenari le comunicazioni radio alternative abbiano sempre rappresentato una componente fondamentale della gestione dell’emergenza.

ARI e la direttiva ITU: le HF guardano al futuro

Il presidente dell’A.R.I. Alessio Sacchi IZ4EFN

Nel suo intervento il Presidente nazionale ARI Alessio Sacchi ha ribadito il ruolo storico dell’Associazione Radioamatori Italiani nel settore delle comunicazioni di emergenza e il valore della Rete Zamberletti come infrastruttura nazionale alternativa.

Molto importante anche il successivo intervento di Dario Palascino IT9AOI, che ha richiamato la recente direttiva ITU internazionale che invita gli Stati membri a valorizzare e mantenere operative le reti radioamatoriali di emergenza come elemento strategico di resilienza nazionale.

Un passaggio che ha dato alla giornata non soltanto un valore celebrativo, ma anche una forte prospettiva futura.

Dopo quarant’anni, la Rete Zamberletti non appare infatti come un sistema del passato, ma come una struttura che oggi torna ad essere osservata con crescente attenzione anche a livello internazionale, proprio per la sua capacità di funzionare indipendentemente da internet, dai cloud e dalle infrastrutture digitali tradizionali.

La storica 500ª Prova di Sintonia dal salone della Prefettura

Alle ore 11.00 si è svolto uno dei momenti più significativi dell’intera giornata: la 500ª Prova di Sintonia della Rete Zamberletti effettuata direttamente dal salone della Prefettura di Varese.

La 500ª Prova di sintonia in HF Rete Zamberletti con Giannino I2RGV e Giorgio IT9YHR

Per la prima volta in un contesto così altamente istituzionale, la storica rete HF nazionale ha collegato in tempo reale dieci Prefetture italiane simbolicamente rappresentative della rete, insieme alla nave della Marina Militare identificata dal nominativo IABG, presente anch’essa sulla maglia radio nazionale. Presente alla prova, il Capo Maglia del centro Italia Rete Zamberletti, Gian Pietro Sabbatini I5GVQ da Siena.

I collegamenti si sono svolti regolarmente con segnali generalmente ottimi, confermando ancora una volta l’efficienza operativa della rete HF e la preparazione degli operatori presenti nelle varie Prefetture italiane.

All’esterno della Prefettura ARI-RE Lombardia ODV aveva nel frattempo predisposto la propria stazione HF di backup della Rete Zamberletti attraverso il C.M.R.O. (Centro Mobile Radio Operativo), realizzato per l’occasione utilizzando il CTM ARI della Colonna Mobile Regionale di Regione Lombardia.

La presenza del mezzo mobile operativo in HF ha rappresentato non soltanto una garanzia tecnica di continuità delle comunicazioni, ma anche un importante simbolo della capacità della rete di mantenere collegamenti autonomi e indipendenti anche in scenari complessi o degradati.

Al termine della prova radio, dal C.M.R.O. installato all’esterno della Prefettura, è stato inoltre trasmesso un saluto radio ai numerosi colleghi ARI-RE presenti sulla rete nazionale, in un momento particolarmente emozionante che ha idealmente unito tutte le stazioni collegate nella storica 500ª Prova della Rete Zamberletti.

Un momento semplice ma fortemente simbolico, che ha ricordato ancora una volta come dietro ogni collegamento radio vi siano uomini, volontari, professionalità e una rete costruita in oltre quarant’anni di attività continua al servizio del Paese.

Gli approfondimenti tecnici dell’INGV e l’intervento del Sottosegretario Prisco

Dopo la storica 500ª Prova di Sintonia, il convegno è proseguito con una seconda parte di approfondimento tecnico-scientifico particolarmente apprezzata dai presenti.

Grande interesse ha suscitato l’intervento di Michael Pezzopane dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha illustrato le tavole ionosferiche e i moderni sistemi di monitoraggio della propagazione HF utilizzati per prevedere il comportamento delle comunicazioni radio in onde corte.

Attraverso immagini, grafici e simulazioni, Mezzanotte ha mostrato come l’attività solare, la ionosfera e i fenomeni geomagnetici influenzino quotidianamente le comunicazioni HF, spiegando come oggi sia possibile prevedere con buona precisione le condizioni di propagazione radio a livello nazionale e internazionale.

L’intervento ha evidenziato ancora una volta il forte legame storico e scientifico esistente tra il mondo radioamatoriale e l’INGV, collaborazione che prosegue da oltre quarant’anni e che continua a rappresentare un importante punto di riferimento tecnico per tutti gli operatori della Rete Zamberletti.

Molto apprezzato anche il successivo intervento del Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, che ha voluto sottolineare l’importanza strategica delle reti di comunicazione alternative nell’attuale contesto nazionale e internazionale.

Prisco ha evidenziato come le recenti emergenze, i rischi cyber e la crescente dipendenza dalle infrastrutture digitali abbiano riportato al centro dell’attenzione il tema della resilienza delle telecomunicazioni, riconoscendo il valore del lavoro svolto quotidianamente dai radioamatori e da tutte le componenti della Rete Zamberletti.

Nel suo intervento il Sottosegretario ha inoltre espresso apprezzamento per la capacità della rete di mantenere vive competenze operative che oggi tornano ad assumere un’importanza fondamentale nei sistemi moderni di Protezione Civile e Difesa Civile.

Le sue parole hanno ulteriormente confermato il clima di grande attenzione istituzionale che ha accompagnato l’intera giornata, trasformando la celebrazione della 500ª Prova non soltanto in un momento commemorativo, ma in una concreta riflessione sul futuro delle comunicazioni di emergenza in Italia.

Onorificenze e conclusione

La giornata si è conclusa con la consegna delle onorificenze alle autorità e agli operatori che collaborano attivamente alla rete, per l’ARI il presidente Nazionale Alessio Sacchi IZ4EFN e il presidente del Comitato Regionale Lombardia Roberto IU2UCE, le sezioni ARI di Varese, Saronno, Busto Arsizio e Gallarate. Inoltre targa alla Regione Veneto e a Vittorino I3BQC, a Paolo IZ8SKD di Reggio Calabria, ad Alessandro IT9YHR e anche i nostri Maurizio IK2ILW presidente e Fabio IU2ACH coordinatore regionale di ARI RE Lombardia ODV per il progetto C.R.M.O. in Lombardia.

Dopo la cerimonia finale e il brindisi conclusivo, molti dei presenti hanno lasciato Villa Recalcati con la consapevolezza che la Rete Zamberletti non rappresenta soltanto una pagina importante della storia della Protezione Civile italiana, ma una risorsa ancora oggi viva, operativa e strategica.

Perché, come più volte ricordato nel corso della giornata, la resilienza non è soltanto innovazione tecnologica: è la capacità di continuare a comunicare quando tutto il resto smette di funzionare.

Gli approfondimenti tecnici dell’INGV e l’intervento del Sottosegretario Prisco

Dopo la storica 500ª Prova di Sintonia, il convegno è proseguito con una seconda parte di approfondimento tecnico-scientifico particolarmente apprezzata dai presenti.

Grande interesse ha suscitato l’intervento di Michael Pezzopane dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha illustrato le tavole ionosferiche e i moderni sistemi di monitoraggio della propagazione HF utilizzati per prevedere il comportamento delle comunicazioni radio in onde corte.

Attraverso immagini, grafici e simulazioni, Pezzopane ha mostrato come l’attività solare, la ionosfera e i fenomeni geomagnetici influenzino quotidianamente le comunicazioni HF, spiegando come oggi sia possibile prevedere con buona precisione le condizioni di propagazione radio a livello nazionale e internazionale.

L’intervento ha evidenziato ancora una volta il forte legame storico e scientifico esistente tra il mondo radioamatoriale e l’INGV, collaborazione che prosegue da oltre quarant’anni e che continua a rappresentare un importante punto di riferimento tecnico per tutti gli operatori della Rete Zamberletti.

Molto apprezzato anche il successivo intervento del Sottosegretario Ministero degli Interni Emanuele Prisco, che ha voluto sottolineare l’importanza strategica delle reti di comunicazione alternative nell’attuale contesto nazionale e internazionale.

Prisco ha evidenziato come le recenti emergenze, i rischi cyber e la crescente dipendenza dalle infrastrutture digitali abbiano riportato al centro dell’attenzione il tema della resilienza delle telecomunicazioni, riconoscendo il valore del lavoro svolto quotidianamente dai radioamatori e da tutte le componenti della Rete Zamberletti.

Nel suo intervento il Sottosegretario ha inoltre espresso apprezzamento per la capacità della rete di mantenere vive competenze operative che oggi tornano ad assumere un’importanza fondamentale nei sistemi moderni di Protezione Civile e Difesa Civile.

Emanuele Prisco Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno

Le sue parole hanno ulteriormente confermato il clima di grande attenzione istituzionale che ha accompagnato l’intera giornata, trasformando la celebrazione della 500ª Prova non soltanto in un momento commemorativo, ma in una concreta riflessione sul futuro delle comunicazioni di emergenza in Italia.

Mentre gli ultimi ospiti lasciavano Villa Recalcati e le radio HF continuavano ancora a trasmettere nell’aria della tarda mattinata, la sensazione condivisa da molti presenti era quella di aver partecipato non soltanto ad una celebrazione, ma ad un momento destinato a lasciare un segno nella storia delle comunicazioni d’emergenza italiane.

La 500ª Prova della Rete Zamberletti ha infatti dimostrato qualcosa che va ben oltre il valore simbolico di un anniversario: ha confermato che, in un mondo sempre più dipendente da reti digitali, cloud e infrastrutture interconnesse, esiste ancora una maglia silenziosa fatta di uomini, competenze, antenne e onde radio capace di garantire continuità quando tutto il resto può diventare fragile.

Non nostalgia del passato, ma consapevolezza del futuro.

Perché la resilienza vera non nasce soltanto dalla tecnologia più avanzata, ma dalla capacità di mantenere operative soluzioni indipendenti, autonome e immediatamente disponibili nei momenti più difficili.

Ed è forse proprio questo il messaggio più importante lasciato dalla giornata di Varese: dopo oltre quarant’anni, la Rete Zamberletti continua ancora oggi a rappresentare non soltanto una memoria storica della Protezione Civile italiana, ma una concreta garanzia operativa per il futuro del Paese.

Dario Palascino IT9AOI: il passaggio del testimone e i 45 anni della Rete Zamberletti

Particolarmente significativo anche l’intervento finale di Dario Palascino IT9AOI, chiamato a raccogliere il testimone della Rete Zamberletti da Giannino Romeo I2RGV dopo oltre quarant’anni di attività e coordinamento nazionale.

Un momento carico di valore simbolico ed umano che ha rappresentato idealmente il passaggio tra la generazione che ha costruito la rete e quella che sarà chiamata a guidarla nel futuro.

Nel suo intervento Palascino ha ripercorso i 45 anni di storia della Rete Zamberletti, ricordando come questa straordinaria esperienza sia nata dalla volontà di garantire una maglia nazionale di comunicazioni autonome a supporto delle istituzioni nei momenti più difficili.

Ha ricordato il lavoro svolto nel corso dei decenni dai radioamatori italiani, dalle Prefetture, dai Vigili del Fuoco, dal Dipartimento della Protezione Civile e da tutte le realtà che hanno contribuito a mantenere viva e operativa una rete unica nel suo genere.

Particolarmente importante il richiamo al fatto che la Rete Zamberletti non rappresenti soltanto una memoria storica della Protezione Civile italiana, ma una struttura che continua ancora oggi ad evolversi, coinvolgendo nuove componenti operative dello Stato come la Marina Militare, i reparti alpini e le moderne strutture TLC di emergenza.

Palasciano ha inoltre richiamato l’attenzione sulla recente direttiva dell’ITU che invita gli Stati membri a valorizzare le reti radioamatoriali di emergenza come elemento strategico di resilienza nazionale, sottolineando come questo riconoscimento internazionale confermi la piena attualità delle comunicazioni HF nel contesto moderno.

Le sue parole hanno rappresentato una chiusura ideale dell’intero convegno: uno sguardo rivolto al futuro senza dimenticare il patrimonio di esperienza, competenze e volontariato costruito in oltre quattro decenni di attività continua.

Il passaggio del testimone tra Giannino Romeo e Dario Palascino è apparso così non soltanto come un momento simbolico, ma come la conferma della volontà di garantire continuità, crescita e futuro ad una rete che, dopo 500 Prove di Sintonia e oltre quarant’anni di storia, continua ancora oggi a rappresentare una delle più importanti realtà italiane nel settore delle radiocomunicazioni di emergenza.


Il prossimo importante traguardo, come ricordato nel suo intervento dal Presidente nazionale ARI Alessio Sacchi, sarà ora il Centenario dell’Associazione Radioamatori Italiani, che verrà celebrato il prossimo anno.

Un appuntamento che rappresenterà non soltanto una ricorrenza storica per il mondo radioamatoriale italiano, ma anche l’occasione per ricordare il ruolo che generazioni di radioamatori hanno avuto nello sviluppo delle telecomunicazioni, della sperimentazione tecnica e soprattutto nelle comunicazioni di emergenza al servizio del Paese.

Dopo la storica 500ª Prova della Rete Zamberletti, il cammino continua quindi verso un nuovo traguardo simbolico che unirà memoria, tecnologia, volontariato e futuro delle radiocomunicazioni italiane.

73 de IK2ILW Maurizio

Partecipanti istituzionali principali al Convegno

Governo

  • Giancarlo Giorgetti (collegamento da Palazzo Chigi) Ministro dell’ Economia e delle Finanze
  • Emanuele Prisco Sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni

Prefettura di Varese

  • Salvatore Pasquariello Prefetto di Varese
  • Michele Giacomino Vicario e vice Prefetto di Varese

Regione e Provincia

  • Attilio Fontana Presidente Regione Lombardia
  • Marco Magrini Presidente Provincia Varese

Dipartimento Protezione Civile

  • Michele Casinghini Direttore dell’Ufficio I – Volontariato, Formazione e Assistenza

Vigili del Fuoco

  • Ciro Bolognese Comandante dei VV.F. di Varese
  • Marcella Battaglia Dirigente Vicaria delal Direzione Regionale dei VV.F. della Lombardia
  • Roberto Rossi Responsabile del Centro Telecomunicazuioni Nazionalwe di rOMA
  • Luigi Naclerio Capo Reparto Nucleo TLC Lombardia
  • Domenico Li Pira Capo squadra Nucleo TLC Lombardia

Marina Militare

  • Antonio Ranieri Ammiraglio Direttore Marittimo della Liguria

Esercito Italiano

  • Renzo Rossati Capitano 7° reggimento Alpini

INGV

  • Vincenzo Romano Direttore Nazionale INGV
  • Michael Pezzopane Primo Ricercatore INGV

Alpini Sanità

  • Sanità Alpina Ospedale da Campo dell’ANA
  • Remo Facchinetti Direttore Generale Sanità Alpina Ospedale da Campo dell’ANA
  • Salvatore Bonomolo IZ1BWB Responsabile TLC
  • Rosy Zanchi IU2GHS Operatrice TLC

Partecipanti ARI e Rete Zamberletti

A.R.I. Nazionale

  • Alessio Sacchi IZ4EFN Presidente A.R.I. Nazionale

Rete Zamberletti

  • Giannino Romeo I2RGV
  • Dario Palascino IT9AOI
  • Alessandro Mastrosimone IT9YHR
  • Paolo Cocuzza IZ8SKD
  • Salvatore Bonomolo IZ1BWB
  • Capo Maglia Rete Zamberletti : Gianpietro Sabbatini I5GVQ – Presente in radio la sede di P.C di Gemona oltre ad altre 10 Prefetture.

ARI-RE Lombardia

  • Maurizio Andreozzi IK2ILW Presidente ARI RE LOmbardia odv
  • Fabio Savorelli IU2ACH Coordinatore Regionale ARI RE Lombardia odv

Parte operativa

  • Prefetture collegate in HF
  • Nave Marina Militare IABG
  • operatori delle reti TLC VV.F.
  • operatori ARI presenti nelle Prefetture
  • CTM ARI Regione Lombardia
  • C.M.R.O. ARI-RE Lombardia

E tanti radioamatori che hanno seguito la diretta della Cerimonia su Youtube.

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