La Raccomandazione ITU-R M.1042-4 rafforza il valore delle comunicazioni alternative
https://www.itu.int/rec/R-REC-M.1042-4-202602-I/de
Nel febbraio 2026 l’International Telecommunication Union (ITU) ha approvato la nuova versione della Raccomandazione ITU-R M.1042-4, documento di riferimento globale dedicato alle comunicazioni di emergenza nei servizi di radioamatore e radioamatore via satellite.

Si tratta di un aggiornamento importante, che non introduce semplicemente linee guida tecniche, ma ribadisce – a livello internazionale – il ruolo strategico dei radioamatori nei sistemi di protezione civile.
Il messaggio chiave dell’ITU
La Raccomandazione è chiara:
gli Stati membri (L’Italia è stata rieletta anche nel Consiglio dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni alla Conferenza Plenipotenziaria di Bucarest del 2022 con 152 voti) sono invitati a riconoscere, sostenere e integrare i radioamatori nei sistemi nazionali di gestione delle emergenze.
In particolare, l’ITU raccomanda alle amministrazioni di:
- favorire l’impiego dei radioamatori nelle comunicazioni di emergenza
- supportare la cooperazione con le autorità di protezione civile
- garantire l’accesso alle risorse radio anche in condizioni straordinarie
- promuovere formazione, esercitazioni e interoperabilità
Un passaggio significativo evidenzia come gli Stati debbano “incoraggiare l’uso del servizio di radioamatore per le comunicazioni in caso di disastro” .

Perché questa raccomandazione è così importante
La ITU-R M.1042-4 arriva in un contesto globale dove: le reti digitali sono sempre più complesse ma anche vulnerabili, eventi estremi (blackout, alluvioni, conflitti) mettono in crisi le infrastrutture, cresce la necessità di sistemi resilienti e indipendenti da Internet. Ed è proprio qui che il radioamatore torna centrale. Le comunicazioni radio: non dipendono da reti IP, possono funzionare in completa autonomia energetica, garantiscono collegamenti a lunga distanza anche in condizioni degradate
Non è un caso che la Raccomandazione si intitoli esplicitamente:
“Disaster communications in the amateur and amateur-satellite services”
HF, satelliti e reti alternative: il cuore della resilienza
La ITU riconosce implicitamente un concetto che chi opera sul campo conosce bene: la ridondanza è la vera sicurezza
Nel documento si valorizzano: i collegamenti HF a lunga distanza le reti VHF/UHF locali, l’utilizzo dei satelliti radioamatoriali, i sistemi digitali indipendenti. Tutti elementi che costituiscono una rete parallela, pronta ad attivarsi quando le infrastrutture tradizionali falliscono.
Un riconoscimento concreto per le attività sul campo
Per chi, come le strutture ARI-RE ed altre associazioni di radioamatori, operano quotidianamente nella formazione e nelle esercitazioni, questa Raccomandazione rappresenta qualcosa di più di un documento tecnico: è una legittimazione internazionale. Quanto previsto dall’ITU riflette esattamente ciò che avviene nelle migliori pratiche operative: presenza in CCS/SOI, collegamenti HF di emergenza, integrazione con Prefetture, VV.F. e Protezione Civile,esercitazioni periodiche, formazione. In altre parole, ciò che per anni è stato “spiegato” oggi viene ufficialmente riconosciuto a livello globale.
Il punto centrale: comunicare quando tutto il resto fallisce
La ITU-R M.1042-4 ribadisce un principio fondamentale: nelle emergenze gravi, serve una comunicazione semplice, autonoma e affidabile. Ed è esattamente il ruolo del radioamatore: essere l’ultima linea operativa, garantire continuità comunicativa, supportare le autorità quando i sistemi principali non funzionano. La nuova Raccomandazione ITU non introduce una rivoluzione tecnologica, ma sancisce una verità operativa:
i radioamatori sono parte integrante della resilienza delle comunicazioni di emergenza
Un riconoscimento che rafforza il valore della formazione, dell’organizzazione e della presenza sul territorio. E soprattutto, un messaggio chiaro agli Stati: investire nei radioamatori significa investire nella sicurezza.





ARI e ARI RE: un modello operativo già allineato alle indicazioni ITU
Se la Raccomandazione ITU-R M.1042-4 invita gli Stati a sviluppare capacità resilienti e autonome, ARI-RE Lombardia ODV e ARI rappresentano oggi un esempio concreto di applicazione operativa di tali principi. La struttura è infatti già pronta e pienamente operativa, con capacità immediate di intervento anche in scenari complessi e degradati. In particolare: Comunicazioni digitali indipendenti tramite sistema Winlink (radio-mail), in grado di garantire lo scambio di messaggi anche in totale assenza di connettività Internet. Autonomia energetica completa, con sistemi mobili pronti all’impiego in pochi minuti per operazioni continuative sul campo. Rete capillare di ripetitori radio, sia analogici sia digitali (DMR), inclusi sistemi nomadici autoalimentati, in grado di coprire efficacemente il territorio regionale e garantire estensioni su scala nazionale.
Integrazione multi-tecnologia, con utilizzo combinato di: collegamenti radio tradizionali HF/VHF/UHF, rete satellitare radioamatoriale (in particolare QO-100 / Oscar 100, ripetitori nomadici, nodi Winlink, )
Piena operatività nella rete nazionale “Zamberletti”, in collegamento con:
Dipartimento della Protezione Civil – Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – Prefetture e strutture territoriali
A tutto questo si aggiunge un elemento fondamentale, richiamato anche dalla stessa ITU: la formazione continua degli operatori. ARI-RE Lombardia investe costantemente nella crescita tecnica e operativa dei propri volontari, sviluppando competenze avanzate che garantiscono interventi efficaci, sicuri e perfettamente integrati nel sistema di Protezione Civile. Quindi dalla teoria alla realtà operativa, per noi una reltà già esistente. La resilienza delle comunicazioni non è un concetto teorico, ma un sistema concreto, già disponibile e immediatamente attivabile.






